#PRIMITIVE DRAPES un film di Clarulecis. Riprese e montaggio Leonardo Farina

* Uno studio en plein air * il collettivo familiare * la natura come punto di partenza.

Il Collettivo Clarulecis prende vita immaginando modi nuovi di condividere lo spazio, con l’idea di preservare e tendere verso il futuro l’imprint della natura e l’ecosistema attorno a noi.

Nasce nel creare inaspettate mappature del nostro habitat utilizzando l’impronta degli elementi che lo caratterizzano. Un gesto tattile, istintivo e ancestrale – l’impronta – capace di condurci fino alle origini per recuperarne l’immaginario.

Il punto di partenza è un territorio ricco di sfaccettature come quello Appenninico, dove il Collettivo è nato, unito a quello in cui affonda le sue radici: la Sardegna più brada da cui provengono i suoi avi.

/* En plein air studio * the family Collective * nature as starting point

The Clarulecis Collective comes to life imagining new ways of sharing the space, with the precise idea of looking towards the future and preserving the nature’s imprint and the surrounding ecosystem.

The Clarulecis Collective create unexpected mappings of our Habitat using the imprinting of the elements characterizing it. A tactile, instinctive and ancestral gesture. An imprint that leads us to the origins in order to recover the imaginary.

The starting point is a land with many different aspects like that of the Appenine, in which the Collective was born, united to that in which it has its roots: the natural wild Sardinia from which its ancestors come from.

*Alberi come matrici

«Utilizziamo per lo più matrici già presenti in natura e nel sottobosco così le cortecce, i lacerti di pellami, i vegetali, i resti animali, gli alberi stessi diventano matrici. Ne preserviamo le impronte sui tessuti, sulle terre e su tutto ciò che può contenerne la memoria, come un capo di abbigliamento alla stregua di un manifesto, i gesti di un corpo in movimento o una successione di suoni».

Il perno su cui ruota ogni elemento del progetto Clarulecis è la pelle: sono contemplate pelli reali di recupero, che bramano una seconda chance, pelli immaginarie che eleggiamo a seconda epidermide ogni qualvolta ci vestiamo, pelli metaforiche che racchiudono in se l’impronta del nostro ambiente, pelli come un confine aperto.

Le esperienze in natura del Collettivo, i processi che utilizzano, i procedimenti di lavoro, i gesti e i suoni con cui si relazionano sono documentati in brevi sketches o immagini di cui tutti possono fruire attraverso le piattaforme social di Clarulecis oppure in occasione di performances, laboratori o pop-up shops dal vivo che puoi seguire dalle NEWS e nelle COLLABORATIONS.

I manufatti, gli assemblaggi e le stampe che realizzano sono pezzi unici, con i quali poter interagire o da indossare e confluiscono nelle edizioni dello SHOP

/Trees as matrices

«We mostly use matrix already present in nature and in underwood. In this way barks, pieces of hides, plants, animal remains and trees themselves, become matrices. We preserve the imprints on fabrics, on the lands and on everything that can contain the memory, such as an item of clothing as a manifesto, a moving body gestures or a sequence of sounds».

The central focus of each element of the Clarulecis project is the skin referred in different ways: recovered real skins who long for a second chance; imaginary skins we elect as second epidermis each time we dress ourselves up; metaphorical skins that contain within themselves the imprint of our environment, skins as an open border.

The experiences based on the nature of the Collective, the processes they use, the working procedures, gestures and sounds with which they down their experiences are all documented with short sketches or images that everyone can see through the Clarulecis social platforms or during performances, workshops or live pop up shops that you can follow in NEWS and COLLABORATIONS.

The artifacts, the assemblages and the prints they create are all unique pieces, to interact with or to wear, and that converge in the SHOP’s editions.

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